Potatura
della magnolie nei giardini pensili tra le Vie Veranzio e Marulo
Nel
mese di gennaio 2006 è stata effettuata la potatura straordinaria delle
magnolie situate nei giardini pensili (cosiddetti
terzi e quarti livelli) tra le vie Veranzio e Marulo (visibili da Via
Marulo).
L’intervento
viene effettuato nell’ambito di una più generale manutenzione straordinaria
di questi giardini che prevede, oltre alla potatura degli alberi di alto fusto,
anche l’eliminazione di arbusti spontanei e soprannumerari cresciuti nel
tempo, di rifiuti vari accumulati, di erbacee, nonché una pulizia
straordinaria.
Le
prime ad essere eseguite sono state una prima manutenzione, la potatura a carico
dei pini e su altri alberi e arbusti; si è poi proseguito con la potatura a
carico delle magnolie. Per terminare con gli ultimi interventi sui restanti
arbusti, la pulizia e l’eliminazione di alcune piante.
L’intervento
più importante è stato certamente quello a carico delle magnolie. Era questa
un’operazione attesa da molto tempo, da anni. Essa ha voluto risolvere una
delicata situazione che coinvolgeva non solo aspetti estetici ma anche
funzionali (scarsa luce negli appartamenti, eccessiva vicinanza ai fabbricati,
pericolo di introduzione di malintenzionati negli appartamenti, etc.) e di
sicurezza delle alberature stesse. Infatti, a seguito di errate scelte
progettuali, sono state impiantati oltre 25 anni fa alberi di prima grandezza in
aiuole inadeguate ad ospitarli ed inoltre con notevole densità. Il risultato è
stata la crescita sproporzionata in altezza alla ricerca di luce e di spazio
vitale oltre ai noti inconvenienti funzionali, estetici e nei confronti di chi
affaccia su queste aiuole. Inoltre si è verificato lo sbilanciamento delle
piante in altezza e l’eccessivo allungamento della chioma, rispetto alla
tenuta del fusto e dell’apparato radicale. Si è così deciso di intervenire,
non solo per venire incontro alle numerose e reiterate richieste avanzate in tal
senso da abitanti e da amministratori, ma anche e soprattutto per la necessità
di non procrastinare questi interventi che pur nella loro drasticità e
opinabilità, rappresentavano l’unica soluzione possibile per mettere in
sicurezza e dare garanzie di sviluppo futuro a queste piante. Da questo punto di
vista le scelte tecniche adottate appaiono dunque giuste ed inevitabili, frutto
di una valutazione attenta e di opzioni soppesate. Pur nella necessità di
operare numerose e diffuse potature, si è posta attenzione nel contenere i
tagli entro un diametro massimo di 10-12 cm, per dar modo alla pianta di
cicatrizzare.
Anche
la stagione è stata scelta in relazione allo stato di semi-quiescenza della
vegetazione e alla ridotta diffusione di spore di potenziali patogeni fungini in
grado di instaurarsi sulle ferite.
Si
è stati costretti ad intervenire drasticamente, con potature molto energiche,
che hanno asportato la maggior parte della chioma e conferitole un portamento
colonnare. Ciò anche per alleggerire il suo peso e abbassare al contempo il
baricentro della pianta. Interventi del genere devono ritenersi del tutto
eccezionali e al limite della opportunità, per le implicazioni che possono
avere sul futuro sviluppo e vegetatività della pianta. Purtroppo però si è
stati costretti ad effettuare una scelta, puntando sul male minore, rispettando
per quanto possibile l’architettura, le caratteristiche di sviluppo e di
ricrescita della pianta, la sua elevata reattività al taglio e a riduzioni
significative della parte aerea. Certamente operazioni di questo genere erano
auspicabili fin dalla giovane età delle piante in quanto intervenire su
esemplari di oltre 30 anni, ha le sue controindicazioni.
I
lavori hanno presentato un certo grado di difficoltà e di rischio, per la
collocazione delle piante e la loro problematica accessibilità, che ha
costretto gli operatori ad operare in arrampicata e senza l’ausilio di
piattaforma aerea.
Le
piante reagiranno a queste potature, comunque traumatiche, emettendo nuova
vegetazione, ma ci vorrà del tempo. Nel giro di qualche anno si ricopriranno di
nuovo fusto e branche potate, che daranno alla nuova chioma un aspetto
colonnare.
Certamente gli interventi non si esauriranno qui. Ci sarà necessità di intervenire negli anni seguenti, a cadenza pluriennale, con interventi di perfezionamento nonché di contenimento della vegetazione ricresciuta. La manutenzione e la cura dovranno quindi essere costanti e non si potrà prescindere da esse.